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Palabra del Ejército Zapatista de Liberación Nacional

Mar092017

Comunicato del Congresso Nazionale Indigeno del 9 marzo 2017

Comunicato del Congresso Nazionale Indigeno del 9 marzo 2017

9 marzo 2017

Alla Sexta nazionale e internazionale

Ai mezzi di comunicazione liberi

Alla società civile in generale

Compagni, compagne, mentre i nostri popoli continuano a organizzarsi, ciascuno con i suoi modi e le sue forme, analizzando e prendendo accordi collettivi per la formazione di un Consiglio Indigeno di Governo, la guerra contro i nostri popoli non cessa, la spoliazione e la repressione dei tre livelli di malgoverno continua ad agire contro la nostra madre terra, i nostri popoli e le nostre organizzazioni autonome.

Nello stato di Oaxaca

Con indignazione denunciamo e condanniamo quanto accaduto nella comunità di San Francisco del Mar, regione dell’Istmo di Tehuantepec, Oaxaca, dove vengono provocati atti di violenza, compreso l’uso di armi da fuoco, per imporre l’approvazione di progetti eolici che priverebbero questa comunità di una parte importante di terre di uso comune e danneggerebbero gravemente il suo ricco e delicato ecosistema.

I fatti si sono svolti durante l’assemblea del commissariato di beni comunali di San Francisco del Mar, che è stata convocata per trattare l’autorizzazione per l’uso di più di 15mila ettari per progetti di allevamento di gamberi di Pueblo Viejo nella zona denominata la bocabarra. Vari oratori hanno esposto il loro rifiuto a consegnare le terre, hanno evidenziato che in realtà l’obiettivo sono i progetti eolici; è stato detto che la bocabarra è un luogo vitale per migliaia di pescatori e l’approvazione del progetto significherebbe togliere loro il diritto alla loro fonte di vita e al loro sostentamento; oltre al fatto che una decisione tanto importante richiede la partecipazione e la decisione di tutta la popolazione.

La bocabarra forma parte del sistema lagunare dell’Istmo ed è un luogo di capitale importanza per essere la principale zona di pesca e per la presenza di luoghi sacri e di alto valore spirituale. In questa parte della regione, la pesca apporta il principale sostentamento economico ed è la fonte di alimentazione per tutta la popolazione. E’ anche un luogo molto bramato dalle imprese eoliche per i suoi potenti venti; ci fu già un tentativo di costruire il parco eolico di Mareña Renovables nella Barra di Santa Teresa, che generò grandi mobilitazioni di rifiuto da parte di tutti i villaggi circostanti.

E’ necessario evidenziare che ciò che è successo a San Francisco del Mar non è un fatto isolato, si tratta di un piano integrale di spoliazione dei territori delle comunità dell’Istmo per realizzare i megaprogetti che pretendono di imporre nella regione con la cosiddetta Zona Economica Speciale dell’Istmo di Tehuantepec (ZEE), che sta supportando la seconda fase di sviluppo eolico.

Nello stato di Michoacán

Nella comunità di Calzonzin, il passato venerdì 24 febbraio il malgoverno dello Stato di Michoacán, in combutta con il Governo Federale, ha represso selvaggiamente il popolo p´urhépecha di Caltzontzin che manifestava per difendere il suo legittimo diritto alla restituzione del territorio comunale.

Quel giorno, le forze repressive dello Stato messicano hanno assediato tutta la comunità Caltzontzin, senza consentire l’accesso o l’uscita di alcuna persona, e conseguentemente hanno lanciato bombe di gas lacrimogeno da un elicottero su tutta la comunità, entrando nel territorio della comunità e arrestando arbitrariamente 17 comuneros, dei quali 13 continuano a essere detenuti e uno soffre per le sue facoltà mentali, e parallelamente sono entrati in diverse case della comunità senza mandato provocando danni, violando i diritti umani per difendere i privilegi dell’impresa multinazionale delle ferrovie Kansas City Southern.

Ci pronunciamo per la libertà immediata dei prigionieri politici dei popoli originari di Michoacán, in particolare dei 13 comuneros detenuti a Caltzontzin, il cui unico delitto è stato la difesa della terra comunale, della dignità e della vita per i propri popoli e le future generazioni.

Nella Costa, la comunità nahua di Santa María Ostula è aggredita da gruppi della delinquenza organizzata che sono penetrati nel territorio a sudest del municipio di Aquila, con la morte e il saccheggio che mirano a smantellare l’organizzazione autonoma e la sicurezza comunitaria affinché torni il terrore e il saccheggio delle risorse naturali e delle terre comunali.

Il 5 febbraio di quest’anno 5 poliziotti comunitari di San Pedro Naranjestil, a sud del municipio di Aquila, sono stati sequestrati da elementi della Segreteria di Marina, che poi li hanno consegnati a gruppi criminali guidati da Jesús Cruz Virrueta (alias Chuy Playas), Fernando Cruz Mendoza (alias El Tena), José María Cruz (alias El Tunco), Federico González Medina (alias Lico) e Mario Álvarez López (alias El Chacal), fatto a cui è seguito l’ostacolare gli operativi intrapresi dai gruppi di autodifesa dei municipi di Aquila, Chinicuila e Coahuayana per arrestare i gruppi delinquenziali.

Quanto sopra si somma ai molti episodi in cui le forze armate del malgoverno hanno agito all’unisono con le bande criminali e contro la comunità indigena di Santa María Ostula, cosa che ha contribuito al lutto collettivo e all’esigenza di giustizia per i 34 comuneros che sono stati assassinati e per i 5 che sono scomparsi.

Nello stato di Querétaro

Il malgoverno mantiene ingiustamente prigioniero il compagno indigeno ñhañhú Raymundo Pascual García originario di San Ildefonso, Amealco, Qro, il quale è stato detenuto per aver partecipato insieme alla sua comunità alle mobilitazioni contro il gasolinazo, insieme ad altri compagni. Allo stesso modo denunciamo che persiste il saccheggio delle terre del Fondo Legale delle comunità di Galeras e La Peñuela del municipio di Colón, attraverso le azioni corrotte dei malgoverni e dei loro partiti politici.

Di conseguenza, noi popoli, nazioni e tribù che facciamo parte del Congresso Nazionale Indigeno dichiariamo:

1. Che riteniamo responsabili degli atti violenti nel territorio Ikoot e del tentativo di sottrarre le terre il presidente municipale e il commissariato dei beni comunali di San Francisco del Mar e denunciamo le complicità di noti politici e autorità statali e federali che lavorano per essi; esigiamo che vengano chiariti i fatti e vengano puniti i responsabili degli spari avvenuti durante l’assemblea e che si rispetti il legittimo diritto del popolo di San Francisco del Mar a decidere sul destino delle proprie terre e beni naturali.

2. Che ci pronunciamo per il pieno rispetto all’organizzazione comunitaria e autonoma di Santa María Ostula, per la detenzione di Jesús Cruz Virrueta (alias Chuy Playas), Fernando Cruz Mendoza (alias El Tena), José María Cruz (alias el Tunco), Federico González Medina (alias Lico) y Mario Álvarez López (alias El Chacal), lo smantellamento della struttura economica e politica che li sostiene, il castigo ai militari e politici responsabili dell’assassinio del bambino Hidelberto Reyes García e di tutti i comuneros assassinati, la cancellazione degli ordini d’arresto contro i comandanti di Ostula e della regione Sierra Costa, la presentazione in vita degli scomparsi e il rispetto assoluto del territorio comunale di Ostula.

3. Che esigiamo l’immediata liberazione assoluta del compagno Raymundo Pascual García originario di San Ildefonso, Amealco, Qro., che è stato detenuto per aver partecipato insieme alla comunità alla mobilitazione contro il gasolinazo imposto dal malgoverno, perché cessi il saccheggio di terre delle comunità di Galeras e La Peñuela del municipio di Colón, Querétaro e il castigo dei responsabili per l’ingiusta carcerazione di più di 3 anni delle compagne indigene Ñhañhu de Amealco, Querétaro: Jacinta Francisco Marcial, Alberta Alcántara Juan e Teresa González.

Ai nostri fratelli e sorelle dei popoli Ikoot, P´urhépecha, Nahua e Ñhañu in queste regioni e nel resto del paese, dove sostengono ogni giorno la nostra speranza, ribellione e dignità con la loro lotta, diciamo che non siete soli, che i colori, le lingue e le geografie che compongono il CNI sono le vostre, che il vostro anelito di giustizia è il nostro, che il vostro dolore ci addolora e che la vostra esigenza che fa fiorire la nascita di un nuovo mondo è il nostro cuore e la nostra certezza irrinunciabile.

Affinché la dignità divenga costume

Libertà per tutti i prigionieri politici

Presentazione in vita degli scomparsi

Giustizia per San Francisco del Mar

Giustizia per Calzonzin

Giustizia per Santa María Ostula

Giustizia per il popolo Ñhañu di Querétaro

Cordialmente

Per la Ricostruzione Integrale dei Nostri Popoli

Mai più un Messico senza di Noi

Marzo 2017

Congresso Nazionale Indigeno

Traduzione a cura dell’Associazione Ya Basta! Milano

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