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Palabra del Ejército Zapatista de Liberación Nacional

May202014

GIUNTA DEL BUON GOVERNO HACIA LA ESPERANZA DENUNCIA PUBBLICA 5 MAGGIO 2014

GIUNTA DEL BUON GOVERNO

HACIA LA ESPERANZA

CARACOL I

MADRE DE LOS CARACOLES MAR DE NUESTROS SUEÑOS

LA REALIDAD, CHIAPAS, MESSICO

5 MAGGIO 2014

 

DENUNCIA PUBBLICA

 

ALLA SOCIETÁ CIVILE NAZIONALE E INTERNAZIONALE

AGLI ALUNNI E ALUNNE DELLA ESCUELITA

ALLE COMPAGNE E COMPAGNI DELLA SEXTA IN MESSICO E NEL MONDO

AGLI ORGANISMI INDIPENDENTI DEI DIRITTI UMANI

AI MEZZI DI COMUNICAZIONE ALTERNATIVI

ALLA STAMPA NAZIONALE E INTERNAZIONALE

A TUTTE LE PERSONE ONESTE DEL MESSICO E DEL MONDO

 

Compagni e compagne, fratelli e sorelle, denunciamo energicamente i paramilitari CIOACHISTI organizzati dai 3 livelli dei malgoverni contro i nostri popoli base di appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale – EZLN.

Il 16 marzo di quest’anno, quando stavamo realizzando una campagna per l’Altra Salute Autonoma con i nostri popoli zapatisti, nel municipio autonomo General Emiliano Zapata con sede in Amador Hernandez, i paramilitari CIOACHISTI de La Realidad, ci hanno sequestrato il camioncino della Giunta di Buon Governo che trasportava i medicinali per la nostra campagna, con la scusa dei due camion di ghiaia che erano serviti ai nostri compagni base di appoggio de La Realidad, per la costruzione di un dormitorio destinato ai promotori e promotrici della clinica autonoma municipale del Municipio San Pedro Michoacán con sede nel La Realidad.

1.- Ecco il pretesto: precedentemente c’era un accordo per usare la ghiaia. I paramilitari de La Realidad la stavano usando per costruire pollai e porcili che i malgoverni danno attraverso il programma “Casa Digna”, ma i paramilitari non permettevano che i nostri compagni usassero questa ghiaia; questo è stato il pretesto.

I paramilitari organizzati dai tre livelli del malgoverno e addestrati per la campagna di contrainsurgencia, hanno provocato i nostri compagni zapatisti e si sono messi contro la Giunta di Buon Governo, perché anziché fermare il camion che trasportava la ghiaia, hanno preso quello che era al servizio della salute di migliaia di zapatisti. Non hanno mai voluto risolvere il problema. Il capo dei paramilitari CIOACHISTI è Javier Lopez Rodriguez commissario ejidal, Carmelino Rodríguez Jiménez agente dei paramilitari, Jaime Rodríguez Gómez, Eduardo Santiz Santiz, Álvaro Santiz Rodríguez, Oscar Rodríguez Gómez.

La provocazione riguardo la ghiaia è stato un pretesto perché c’è un accordo della comunità che la ghiaia è proprietà comune; gli stessi paramilitari CIOACHISTI de La Realidad usano la ghiaia per la costruzione dei porcili che il malgoverno chiama casa digna.

Dunque i compagni hanno pensato che anche loro avevano il diritto di usarla.

I paramilitari de La Realidad sono pagati, comandati ed addestrati dai tre livelli dei malgoverni per dividerci, provocare i popoli zapatisti e il governo autonomo zapatista, hanno ribaltato i fatti e si sono messi contro la Giunta di Buon Governo.

Come Giunta abbiano cercato di trovare una soluzione ma loro non hanno mai voluto capire, perché i dirigenti paramilitari CIOACHISTI de La Realidad spingono la gente contro la Giunta di Buon Governo e così non si è potuto trovare una soluzione ed hanno portato il camioncino della Giunta di Buon Governo fino alla casa ejidale che fino a oggi era nelle loro mani.

2.- Di fronte a questo, come Giunta di Buon Governo abbiamo creduto nella possibilità di arrivare ad un’intesa con altri capi paramilitari CIOACHISTI STORICA e cioé i capi paramilitari Luis Hernández, José Antonio Vázquez Hernández, Roberto Alfaro Velasco, Alfredo Cruz Calvo, Juan Carlos López Calvo, Romeo Jiménez Rodríguez, Víctor García López, Conrado Hernández Pérez, Gustavo Morales López e Roberto Méndez Vázquez.  Così, accompagnati da alcuni dei loro militanti come Adrián López Velásquez, Cesar Hernández Santiz della comunità Victoria La Paz, Bernardo Román Méndez, Enrique Méndez Méndez, che sono del Ejido Miguel Hidalgo, Misael Jiménez Pérez, Vidal Jiménez Pérez, Marconi Jiménez Pérez di Guadalupe Tepeyac, Ismael Garcia Perez di San José La Esperanza. E altri complici che operano da fuori: Gilberto Jiménez Hernández, Delmar Jiménez Jiménez, Gerardo Hernandez Perez, questi tre sono i capi paramilitari che operano a Guadalupe Tepeyac.

Ed altri di Guadalupe Los Altos, Julio Rodriguez Aguilar, Carmellino Rodriguez Aguilar, Ranulfo Hernandez Aguilar y Alejandro Vazquez, e di San Carlos Veracruz Gaudencio Jimenez Jimenez che lavora nella presidenza municipale di Las Margaritas, Gabriel Grene Hernandez, Isauro Mendez Santiz, Ivan Mendez Dominguez, Fidel Mendez Zantiz, Alfredo Mendez Rodriguez, questi di Veracruz frazione di San Carlos.

3.- Conoscendo il comportamento di questi capi paramilitari CIOACHISTI e cioè la banda dei Los Luises, ci siamo rivolti al Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de Las Casas, spiegando le azioni e le provocazioni subite e chiedendo che fosse il Frayba a parlare ai Los Luises e consegnargli la citazione con data 31 marzo. A quella prima citazione ne è seguita una seconda e una terza. La risposta è stata che se la citazione era per il problema dei CIOACHISTI di Guadalupe Los Altos, Santa Rosa el Copan, Diez de Abril, San Francisco o San Jose el Puente, non la riconoscevano. Il Frayba ha spiegato loro la situazione e inoltre che la citazione specifica era per il problema CIOACHISTA dei paramilitari de La Realidad, ma questi non si sono presentati.

4.- Abbiamo mandato una nuova citazione per mezzo del Frayba. Hanno risposto che sarebbero venuti ma non si sono mai presentati.

Ci siamo preoccupati e così siamo andati negli uffici del Frayba chiedendo che, per dare più forza alla citazione, andassero loro dai capi paramilitari dei Los Luises e che si presentassero con questa terza citazione. Abbiamo chiesto la presenza del Frayba come testimone per arrivare ad una soluzione pacifica ed era stata stabilita la data del Primo maggio del presente anno.

5.- Sono arrivati prima Roberto Alfaro Velasco che è il segretario dell’organizzazione CIOAC e Alfredo Cruz Calvo segretario dei trasporti. Alfredo Cruz Calvo ad un certo punto è uscito a parlare con i suoi compagni CIOACHISTI de La Realidad, ma quando è tornato da noi Giunta di Buon Governo, ci disse che i suoi compagni non avevano compreso bene. Allora ci proposero che uno di loro andasse a parlare con i capi paramilitari de La Realidad, e questo è stato il trucco. Infatti non è andato a parlare con i capi paramilitari de La Realidad, ma è uscito per parlare con i capi paramilitari dei Los Luises. Dopo poco, Alfredo, che si supponeva fosse andato a parlare con i capi paramilitari de La Realidad, ritorna con 15 persone a dirci che dovevamo liberare Roberto Alfaro. Dunque non sono tornati per vedere il problema, ma hanno proposto che alcuni di loro andassero a parlare con i capi de La Realidad.

Detto questo inizia la discussione per chiarire che Roberto Alfaro non è sequestrato né prigioniero e i 15 obbligano Roberto Alfaro a dichiarare che era prigioniero e sequestrato. Di tutto questo il Frayba è testimone ed è sempre stato presente. Roberto Alfaro ha chiesto a questi 15 che andassero a parlare con i capi paramilitari de La Realidad ma questi 15 si sono rifiutati. Il 2 maggio, alle 5 o 6 della sera, abbiamo concordato di proseguire il dialogo per un altro giorno, ma questi 15 con i capi paramilitari dei Los Luises, stavano già organizzando un’altra cosa. La sera del 2 maggio stavano arrivando compagni basi di appoggio zapatisti nel nostro caracol per eseguire alcuni lavori e questi paramilitari già stavano preparando un’imboscata all’entrata della comunità per aggredire i nostri compagni.

I paramilitari del La Realidad erano organizzati ed avevano già il piano di quello che avrebbero fatto. Erano divisi in 2 gruppi, un gruppo all’entrata della comunità ed un altro gruppo nel centro, armati con armi lunghe e corte – machete, bastoni e pietre. Prima di compiere l’omicidio hanno iniziato con la provocazione distruggendo la scuola autonoma dei nostri compagni basi di appoggio della comunità, tagliato le tubature dell’acqua dei nostri compagni zapatisti e del centro del caracol.

Noi non abbiamo sento niente ma in quel momento sono arrivati i compagni per i lavori della zona e immediatamente i paramilitari de La Realidad li hanno imboscati sulla strada all’entrata della comunità e li hanno aggrediti con pietre, bastoni, distruggendo il parabrezza dei camion ed i nostri compagni si sono difesi come hanno potuto.

Come Giunta di Buon Governo veniamo informati dell’aggressione ed altri compagni che si trovavano a lavorare nel caracol sono usciti per aiutarli ma non ci sono riusciti, perchè sono stati aggrediti con le armi nel mezzo del villaggio, ed è lì dove è caduto il nostro compagno José Luis Solís López, maestro di zona della Escuelita Por La Libertad Según Las y Los Zapatistas, colpito da una pallottola calibro 22 alla gamba destra, un’altra al petto, bastonate nella schiena, un fendete in faccia ed è stato finito con un colpo di grazia alla testa.

Gli altri compagni feriti da pallottole, machete, bastoni e pietre, sono:

-Romeo Jimenez Lopez, ferita da sparo alla gamba destra e sinistra calibro 22

-Andulio Gomez lopez, fertia al petto da calibro 22

Il compagno Abacuc Jimenez Lopez, ferita da machete al braccio destro

Il compagno Yadiel Jimenez Lopez, ferita da machete al braccio destro

Il compagno Efrain, ferita da pietre in testa

Il compagno Gerardo, ferita da pietre in volto

Il compagno Ignacio, ferite da pietre nella mano ed in volto

Il compagno Esau, ferite da pietre in volto

Il compagno Noe, ferite da pietre in testa

Il compagno Saul, picchiato e ferite da pietre al braccio destro

Il compagno Elder Darinel, ferite al collo

Il compagno Hector, ferito all’occhio da una pietra

Il compagno Marin, colpito al volto da pietre con distruzione dei denti

Il compagno Nacho, ferito alla mano e un occhio da pietre e machete

Il compagno Jairo, colpito alla schiena

I nostri compagni sono stati portati nel nostro Ospedale Scuola La primera esperanza compañero Pedro, per essere curati

6.- Smentiamo energicamente che eravamo amati, se così fosse stato, il risultato sarebbe stato diverso di quanto accaduto alle ore 20:30 del 2 maggio.

Avevamo chiesto a quei 15 che stavano con noi di andare a controllare la loro gente ma nessuno di loro ha voluto farlo.

7.- Oggi 5 maggio, sentiamo che il malgoverno del Chiapas dice di aver fermato 5 persone, una di loro leader paramilitare della CIOAC, Conrado Hernández Pérez, gli altri non li conosciamo, ma loro sì, si conoscono, soprattutto il grande capo paramilitare Manuel Velasco Coello e sa bene come stanno le cose il supremo leader paramilitare Peña Nieto, ma gli assassini criminali paramilitari che hanno tolto la vita dando il colpo di grazia al nostro compagno José Luis Solis Lopez non sono stati catturati, continuano a vivere alla Realidad e continuano a provocare e continueranno a farlo perché è il piano del supremo paramilitare e del grande paramilitare in Chiapas e dei capi paramilitari della CIOAC.

8.- Come si può vedere da quello che raccontiamo, in ogni momento è stato presente il Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de Las Casas. Per questo abbiamo subito riferito quanto è successo. Per rispetto alla sua mediazione ed alla sua imparzialità, aspettiamo che il Frayba si esprima in maniera neutrale sull’accaduto. Il Frayba può vedere chiaramente chi racconta menzogne e dove sta la verità da chi era presente e non apparteneva ad alcun gruppo.

9.- Ora si sa chiaramente che tutto quanto apparso sulla stampa prezzolata sono bugia. Non c’è mai stato uno scontro. Quanto successo è stato un vero attacco contro di noi.

10.- Di fronte a questo attacco ed al vile assassinio del nostro compagno Galeano, la Giunta di Buon Governo ha deciso di trasferire nelle mani della Comandancia Generale dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale tutta la questione, affinché indaghi e si faccia giustizia. Ora aspettiamo quello che diranno i nostri compagni dell’EZLN.

 

DISTINTAMENTE

GIUNDA DI BUON GOVERNO

HACIA LA ESPERANZA

ZONA SELVA FRONTERIZA

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